Gestione sostenibile delle risorse idriche

Rieccoci in quest’ultimo giovedì di Febbraio, in cui siamo giunti al quinto appuntamento con la rubrica riguardante la sostenibilità.

Nel precedente articolo abbiamo iniziato ad addentrarci nella quotidianità sostenibile, iniziando dall’ambito alimentare, tanto caro quanto importante per tutti, soprattutto per gli italiani, da sempre amanti del buon cibo.

Se sei arrivato fino a questo punto, innanzitutto ti ringrazio ma, soprattutto, ti preannuncio che l’articolo di oggi verte su un argomento che ormai ci accompagna da tanti anni e che continua ad essere fondamentale: la gestione delle risorse idriche ed il loro corretto utilizzo dal punto di vista sostenibile.

Mi spiego meglio.

Quante volte, sin da piccolo/a, ti sarà capitato di sentirti dire di non “sprecare l’acqua” o ti sarà stato detto dai tuoi familiari di “chiudere bene il rubinetto” e così via..?

Tutti quei piccoli suggerimenti e consigli quotidiani ti saranno stati dati sicuramente per un situazione di risparmio di risorse dal punto di vista familiare, oltre che per educarti, ma c’è di più.

Ogni volta che una singola persona spreca risorse, sta danneggiando tutti.

Non sentirti in colpa o responsabile negativamente, ovviamente non dipende solo da te.

Tuttavia, nel momento in cui ognuno di noi agisce in maniera superficiale riguardo le risorse del pianeta (ma questo vale un po’ per tutto), sta arrecando danno alla collettività perché se tutti agissimo così, cosa accadrebbe?

E’ molto semplice: saremmo tutti coinvolti nella compromissione di ciò di cui necessitiamo, ma che non dobbiamo dissipare, soprattutto in vista delle generazioni future.

In un’ottica di utilizzo efficiente della risorsa idrica, numerosi sono gli interventi praticabili, che differiscono in base ad ambito di applicazione ed utilizzatore finale, volti a ottenere un effettivo risparmio idrico e verso i quali si è registrata negli ultimi anni una crescita di interesse da parte sia del mondo scientifico che delle autorità competenti, oltre che dai cittadini.

È stato dimostrato che, in ambito domestico, applicando dispositivi per il risparmio di acqua a rubinetti e wc, è possibile ridurre i consumi di circa il 50%.

La maggior parte dell’acqua consumata a livello domestico è impiegata per il WC (30%) e  per l’igiene personale (41%), mentre solo una minima percentuale per bere e cucinare (7%).

Dimezzare i consumi di acqua consente di risparmiare non solo acqua potabile ma anche il combustibile per riscaldarla, con un conseguente risparmio energetico (ed economico) e una diminuzione dell’inquinamento dell’aria e dell’effetto serra.

I dispositivi più semplici sono gli erogatori completi di diffusori e limitatori di flusso, da installare direttamente e in maniera semplice sui rubinetti di lavandini, cucine e docce.

Questi dispositivi contengono limitatori di flusso e dei diffusori: i primi permettono di regolare il flusso dell’acqua in funzione delle necessità e della pressione, i secondi, consentono di creare una miscela aria-acqua, diminuendo così la quantità di acqua erogata senza alterare il livello di comfort.

Oltre a permettere il risparmio idrico, questi sistemi consentono di:

  • ridurre i depositi di calcare;
  • ridurre i costi di manutenzione migliorando la pressione degli impianti idrosanitari;
  • eliminare la mancanza di acqua calda nel caso di funzionamento contemporaneo di più docce.

Una gestione sostenibile dell’acqua si basa anche sulla valorizzazione di acque meno nobili e sull’utilizzo dell’acqua di alta qualità esclusivamente laddove sono veramente richieste caratteristiche di qualità.

I principali interventi per attuare questo tipo di gestione sono realizzabili in maniera semplice ed economica e sono:

  • separazione delle reti di scarico delle acque nere (contenenti gli scarichi dei WC) e delle acque grigie (tutte le altre acque di scarico);
  • trattamento e riutilizzo delle acque nere e grigie per scopi non potabili, come ad esempio l’irrigazione di aree a verde e il riempimento delle cassette di risciacquo dei WC;
  • recupero delle acque meteoriche, eventuale trattamento e riutilizzo per l’irrigazione o per altri scopi (cassette di risciacquo dei WC, lavaggio di piazzali, etc.).

In conclusione, ovviamente sono i numerosi gli ambiti in cui le risorse idriche vengono impiegate, ma, allo stesso tempo, sono anche variegati e differenti i modi con cui si può correre ai ripari e intervenire per salvaguardarci dagli sprechi della risorsa, probabilmente più preziosa, che abbiamo a disposizione.

Ed è decisamente il caso di pensarci, almeno nel momento in cui ne usufruiamo.

Francesco Luigi Mele

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